Mirco Grasso
Categoria:
Alpinist
Data di nascita:
1993
Paese:
Italy
BIO E CARRIERA
Mirco Grasso, classe 1993, ha trovato nell’alpinismo un terreno senza confini.
Dalle Dolomiti alle grandi pareti del Karakorum e della Patagonia, il suo modo di vivere la montagna nasce prima di tutto dalla curiosità: cercare linee nuove, confrontarsi con terreni diversi e spingersi in luoghi dove il risultato non è mai scontato.
Prima dell’arrampicata c’è stato il basket, praticato per anni; poi, intorno ai vent’anni, la montagna ha preso definitivamente il sopravvento. Da allora Mirco ha costruito un percorso estremamente trasversale, passando dalla roccia al misto e al ghiaccio, dalle salite tecniche sulle Alpi alle spedizioni in alcune delle aree più remote del mondo. Parallelamente continua a lavorare come consulente informatico, una professione che svolge da remoto e che gli permette di conciliare lavoro, viaggi e alpinismo.
Dalle Dolomiti alle grandi pareti del Karakorum e della Patagonia, il suo modo di vivere la montagna nasce prima di tutto dalla curiosità: cercare linee nuove, confrontarsi con terreni diversi e spingersi in luoghi dove il risultato non è mai scontato.
Prima dell’arrampicata c’è stato il basket, praticato per anni; poi, intorno ai vent’anni, la montagna ha preso definitivamente il sopravvento. Da allora Mirco ha costruito un percorso estremamente trasversale, passando dalla roccia al misto e al ghiaccio, dalle salite tecniche sulle Alpi alle spedizioni in alcune delle aree più remote del mondo. Parallelamente continua a lavorare come consulente informatico, una professione che svolge da remoto e che gli permette di conciliare lavoro, viaggi e alpinismo.
Nel suo percorso figurano aperture e ripetizioni in Patagonia, Pakistan, Groenlandia, Kirghizistan, Stati Uniti, Marocco, Mozambico e Giordania. Tra i progetti più recenti ci sono Gringos Locos sul Cerro Piergiorgio e Chiaroveggenza in Marmolada nel 2025, fino a Rollercoaster, la nuova linea aperta nel 2026 sulla parete sud-est del K7 insieme a Matteo Della Bordella, Luca Ducoli e Giacomo Mauri: 1.600 metri e 30 tiri, con difficoltà fino a M7, WI5+ e A1.
Più che una collezione di risultati, però, il filo conduttore rimane lo stesso: vivere l’alpinismo come esplorazione e come gioco serio, mettendosi alla prova senza perdere il piacere di scoprire cosa c’è oltre la linea già conosciuta.